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Iran, la solidarietà anche dalle compagne e dai compagni ucraini
Dichiarazione di Sotsialnyi Rukh
(Movimento sociale ucraino)
Da diverse settimane l’Iran è teatro di proteste su larga scala. Inflazione dilagante, forti aumenti dei prezzi di cibo, alloggi e carburante, carenza d’acqua dovuta alla siccità e ai cambiamenti climatici, stagnazione politica, accresciuto controllo teocratico e restrizioni ai diritti delle donne: tutti questi fattori hanno portato a un aperto conflitto sociale.
Continua a leggere Iran, la solidarietà anche dalle compagne e dai compagni ucrainiIran, 19° giorno di lotta
da HRANA (Human Rights Activists in Iran)
Il diciottesimo giorno di proteste nazionali in Iran è trascorso in un contesto di continua interruzione delle comunicazioni con il mondo esterno. I dati aggregati di HRANA indicano la registrazione di 617 raduni di protesta in 187 città in tutto il paese, l’arresto di almeno 18.470 persone e la morte confermata di 2.615 individui, una situazione che, insieme al calo delle prove verificabili sul campo, ha intensificato le preoccupazioni internazionali sulla portata della repressione.
Continua a leggere Iran, 19° giorno di lottaIran, 17 giorni di proteste nel blackout totale delle comunicazioni
Le famiglie delle vittime (a migliaia) si riuniscono al cimitero di Behesht Zahra

da HRANA-Human Rights Activists in Iran
Nel diciassettesimo giorno di proteste nazionali in Iran, il 13 gennaio, la completa chiusura di internet e l’interruzione di tutti i canali di comunicazione in tutto il paese continuano, impedendo di fatto l’accesso indipendente alle informazioni. In questo contesto, i dati aggregati e la documentazione raccolti dalle organizzazioni per i diritti umani indicano un forte aumento delle vittime e degli arresti.
Continua a leggere Iran, 17 giorni di proteste nel blackout totale delle comunicazioniCina, nuova protesta dei rider
di Andrea Ferrario (fonti: Yesterday, NPR, Labor Notes, Christian Science Monitor)
La protesta dei rider avvenuta tra il 22 e il 25 dicembre a Changsha, che ho segnalato nel mio precedente post, ha trovato ieri un’eco a Zigong (circa 1 milione di abitanti), nel Sichuan, e ciò è il segno della profonda inquietudine che regna tra i lavoratori cinesi. Centinaia di fattorini delle piattaforme di consegna a domicilio si sono radunati davanti al complesso commerciale Huashang International City, nel distretto di Ziliujing, abbattendo le barriere metalliche che la gestione aveva installato per impedire l’ingresso ai motocicli elettrici.
Continua a leggere Cina, nuova protesta dei riderArgentina, i lavoratori occupano la fabbrica di ascensori Cóndor
Mentre la riforma della legislazione sul lavoro è oggetto di dibattito in un contesto brutale di recessione economica e crescente disoccupazione, il destino di migliaia di lavoratori sembra essere semplicemente la strada. Ascensores Cóndor a Ituzaingó è un esempio di un’azienda che sta affrontando la spoliazione dei propri asset, ma anche di un altro tipo di lotta: dopo cinque mesi senza stipendio, i suoi 34 lavoratori sono entrati nello stabilimento e hanno intenzione di formare una cooperativa per mantenere il loro posto di lavoro. “L’unica opzione è non andarsene a mani vuote”, ci ha detto uno di lor. Un ritratto di un periodo di crisi e della strategia dell’autogestione. Nonostante Milei.
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Cosa sarebbe potuto essere, ma non è stato
di Miguel Salas, da Sin Permiso
Il 25 aprile 1974 terminò la dittatura in Portogallo e iniziò quella che sarebbe diventata nota come la Rivoluzione dei Garofani. Il 24 luglio 1974, la dittatura cadde in Grecia. La successiva a cadere fu la dittatura franchista. Franco morì nel suo letto, ma il movimento operaio e popolare era potente e mantenne l’iniziativa contro un regime morente. Tutto era possibile.
Continua a leggere Spagna 1975-2025, la fine del franchismo 50 anni faFrancia, i risultati del movimento e le prospettive
La mobilitazione attorno alla giornata del 10 settembre, il movimento “Blocchiamo tutto” hanno dato un colpo definitivo per far cadere Bayrou, hanno costretto il nuovo primo ministro Lecornu ad fare un primo passo indietro e costituiscono un fattore decisivo per determinare le scelte sindacali.
di Jacques Chastaing, da Facebook
Continua a leggere Francia, i risultati del movimento e le prospettiveUcraina, è la rottura di un patto sociale
di Tetyana Troschynska, dalla sua pagina Facebook
Ho molte domande sull’efficacia degli organi anticorruzione, su quanto spesso la parte mediatica della “lotta alla corruzione” venisse percepita come la lotta stessa, e non come un’illusione di essa. Ma ciò che è accaduto, secondo me, è la rottura di un patto sociale, che si era formato in modo spontaneo tra il governo e la parte attiva della società nel 2022.
Continua a leggere Ucraina, è la rottura di un patto socialePanamá, l’epicentro della lotta in America Latina
di José Cambra, direttore della Scuola di Sociologia all’Università di Panama, e Luis Bonilla-Molina, ricercatore di scienze sociali, insegnante e attivista internazionalista, da Inprecor
Un piccolo paese di 4,2 milioni di abitanti sta dimostrando all’America Latina e al mondo che è possibile affrontare gli interessi del capitale finanziario e dei fondi avvoltoi nel terzo decennio del XXI secolo.
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