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Gaza, il faraone può fare quello che vuole

di Rami Abu Jamous (nella foto più sotto), autore del “diario da Gaza” per Orient XXI, giornalista fondatore di GazaPress, un’agenzia di stampa che forniva aiuto e traduzioni ai giornalisti occidentali, Rami ha dovuto lasciare il suo appartamento a Gaza con la moglie e il figlio Walid di due anni e mezzo. Rifugiatisi a Rafah, la famiglia è stata poi costretta a un nuovo esilio prima a Deir al-Balah, poi a Nuseirat, bloccata come tante famiglie in questa enclave miserabile e sovraffollata. Un mese e mezzo dopo l’annuncio del cessate il fuoco, Rami è finalmente tornato a casa con la moglie, Walid e il figlio appena nato, Ramzi. Per il suo Diario da Gaza, Rami ha ricevuto tre importanti riconoscimenti al premio Bayeux per i corrispondenti di guerra. Pubblica ininterrottamente il suo “diario da Gaza” dal 28 febbraio 2024, da OrientXXI

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Gaza, le maschere cadono perché un setaccio non può nascondere il sole

di Rami Abu Jamous (nella foto più sotto), autore del “diario da Gaza” per Orient XXI, giornalista fondatore di GazaPress, un’agenzia di stampa che forniva aiuto e traduzioni ai giornalisti occidentali, Rami ha dovuto lasciare il suo appartamento a Gaza con la moglie e il figlio Walid di due anni e mezzo. Rifugiatisi a Rafah, la famiglia è stata poi costretta a un nuovo esilio prima a Deir al-Balah, poi a Nuseirat, bloccata come tante famiglie in questa enclave miserabile e sovraffollata. Un mese e mezzo dopo l’annuncio del cessate il fuoco, Rami è finalmente tornato a casa con la moglie, Walid e il figlio appena nato, Ramzi. Per il suo Diario da Gaza, Rami ha ricevuto tre importanti riconoscimenti al premio Bayeux per i corrispondenti di guerra. Pubblica ininterrottamente il suo “diario da Gaza” dal 28 febbraio 2024, da OrientXXI

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Gaza, un popolo che si risveglia nell’ansia di un cessate il fuoco incerto

di Rami Abu Jamous (nella foto più sotto), autore del “diario da Gaza” per Orient XXI, giornalista fondatore di GazaPress, un’agenzia di stampa che forniva aiuto e traduzioni ai giornalisti occidentali, Rami ha dovuto lasciare il suo appartamento a Gaza con la moglie e il figlio Walid di due anni e mezzo. Rifugiatisi a Rafah, la famiglia è stata poi costretta a un nuovo esilio prima a Deir al-Balah, poi a Nuseirat, bloccata come tante famiglie in questa enclave miserabile e sovraffollata. Un mese e mezzo dopo l’annuncio del cessate il fuoco, Rami è finalmente tornato a casa con la moglie, Walid e il figlio appena nato, Ramzi. Per il suo Diario da Gaza, Rami ha ricevuto tre importanti riconoscimenti al premio Bayeux per i corrispondenti di guerra. Pubblica ininterrottamente il suo “diario da Gaza” dal 28 febbraio 2024, da OrientXXI

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Palestina, “Non si sa chi sia ancora in prigione e chi sia morto”

di Rami Abu Jamous (nella foto qui sotto) scrive il suo diario per Orient XXI. Fondatore di GazaPress, un ufficio che forniva assistenza e traduzioni ai giornalisti occidentali, nell’ottobre 2023 ha dovuto lasciare il suo appartamento a Gaza City insieme alla moglie Sabah, ai figli di lei e al loro bambino Walid, di tre anni, sotto la minaccia dell’IDF. Si sono rifugiati a Rafah, poi a Deir al-Balah e successivamente a Nuseirat. Un mese e mezzo dopo l’annuncio del cessate il fuoco del gennaio 2025 – violato da Israele il 18 marzo – Rami è tornato a casa con la sua famiglia. Dal 25 settembre 2025 hanno dovuto lasciare nuovamente la città di Gaza per trasferirsi a Nuseirat. (nell’immagine in alto, uno dei prigionieri palestinesi, rilasciato dalla prigione militare israeliana di Ofer)

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Gaza, “Distinguiamo tra i collaborazionisti e i nostri fratelli”

di Rami Abu Jamous (nella foto qui sopra), autore del “diario da Gaza” per Orient XXI, giornalista fondatore di GazaPress, un’agenzia di stampa che forniva aiuto e traduzioni ai giornalisti occidentali, Rami ha dovuto lasciare il suo appartamento a Gaza con la moglie e il figlio Walid di due anni e mezzo. Rifugiatisi a Rafah, la famiglia è stata poi costretta a un nuovo esilio prima a Deir al-Balah, poi a Nuseirat, bloccata come tante famiglie in questa enclave miserabile e sovraffollata. Un mese e mezzo dopo l’annuncio del cessate il fuoco, Rami è finalmente tornato a casa con la moglie, Walid e il figlio appena nato, Ramzi. Per il suo Diario da Gaza, Rami ha ricevuto tre importanti riconoscimenti al premio Bayeux per i corrispondenti di guerra. Pubblica ininterrottamente il suo “diario da Gaza” dal 28 febbraio 2024, da OrientXXI

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